Le stagioni dell’amore e il vino buono. Un romanzo post di formazione

Ma chi è quella bella biondina dagli occhi verdi, col musetto vispo che sembra un furetto? A chi avrà rubato quello sguardo scintillante, sempre acceso come le miccette di Supergiovane? Non puoi sbagliare, non può che essere lei: è la donna della tua vita!

IL PRIMO APPUNTAMENTO
Sei a Sense of Wine che gironzoli smarronatissimo come a Natale quando a tombola vince tutto nonna dopo aver chiesto trenta volte se è uscito il numero 15. Ti accorgi di lei, la guardi, la osservi, mentre beve un vino mai sentito prima, il Ruchè. Non lo conosci, ma che importa? Lei ti piace, a lei piace il Ruchè e, una volta carpito il cellulare, anche a te piacerà il Ruchè. Tracanni con lena tre, quattro, dieci bicchieri di Ruchè, ti sbronzi come un Ussaro e scatta il progetto: dove la porto? Eviti il posto più figo della città perché troppo costoso, ma anche la trattoria sotto casa; troppi amici che potrebbero distrarti dall’approccio o sputtanarti sul più bello tirando fuori la solita vecchia gaffe, quel maledetto ever green riesumato a ogni pié sospinto e del cui ricordo faresti volentieri a meno.
Te la caverai proponendo tre alternative, lei sceglierà la più costosa e sulla carta dei vini l’unico buono avrà un prezzo eccessivo, ma sei in ballo e devi ballare. La vostra prima cena insieme sarà giustamente annaffiata da un ottimo Champagne: Egly Ouriet, gustoso pinot nero perfetto per le coccole.

IL VINO DELLA PRIMA VOLTA
Finalmente accetta un invito a casa e il tuo pomeriggio da massaia, dove hai scampato solo bigodini e ceretta, non va sprecato: ne è valsa la pena! Ci tieni da morire, questo non è il solito rimorchio da una botta e via, con la bella biondina ti vuoi fidanzare, in cuor tuo c’è Il Tempo delle Mele, anche se con la testa pensi a Titanic e, dalla vita in giù, ad Ultimo tango a Parigi. Candele accese piazzate un po’ ovunque, per creare atmosfera e coprire quelle brutte macchie alle meste pareti che, da anni, chiedono una rinfrescata. Hai cosparso l’intero impianto elettrico di macchinette che nebulizzano l’ambiente con delicati effluvi di gabinetto d’autogrill; tant’è che, nel corso della serata, ad ogni esalazione, saliverete entrambi come il cane di Pavlov, invocando due Rustichelle.
A ragion veduta hai fatto sparire le tracce di una dissoluta vita da single, come lattine vuote di birra, piene di cicche spente, e calzini lerci nel cesto dei panni sporchi. La funzione “casuale” sull’i pod riprodurrà, casualmente, solo monnezza, tutti i lato B dei dischi che avevi caricato, con precisione infallibile, nessuno escluso.
Pensando al dopocena ti sei orientato su cibi leggeri e niente Champagne per evidenti problemi di borborigmi. Al bando anche aglio, cipolla, brodo di carne, verdure cotte e legumi in qualsiasi forma. Hai fatto addirittura sparire quella riproduzione della celebre lattina di zuppa Campbell’s di Andy Warhol, non si sa mai che possa avere effetti evocativi, mandando in vacca la serata.
Ma il tuo impegno sarà premiato; lei arriva ed è più bella del solito, ha portato il vino e non desidera altri che te. Dissolvenza su Luvaira Rossese sup. 2010 di Maccario Dringenberg, servito fresco come aperitivo. Perchê non si vive di solo Ruchè… e scatta il primo bacio.

LA PRESENTAZIONE DEI CONSUOCERI
Una coppia più formale e l’altra più yèyè, situazione drammatica che richiede: un ristorante-ambiente, una doppia magnum di Guttalax da versare generosamente nel bicchiere di Nonna Papera (la madre di lei) e un vino veramente speciale come Brunello di Montalcino ris. 2006 Poggio di Sotto, un sangiovese monumentale come ce ne sono pochi.

IL VINO DEL PRANZO DI MATRIMONIO
Sei felice come una pasqua, fai il gradasso e spari subito alto: “Vietate le bolle italiane, che sia Champagne rosè, più romantico, Ruinart, per esempio!”
Come bianco per cominciare Chablis Pic Premier di Albert Pic, mentre il rosso sarà Ornellaia, servito come se piovesse. Solo che quando arriva il preventivo ti ritrovi calvo in un batter d’occhio e accetti, tutto d’un tratto, la prima proposta del catering a base di Falanghina Grotta del Sole e Morellino di Terenzi. Carpenè Malvolti, come prosecco, sarà perfetto anche per chi gradisce le bollicine a tuttopasto.

IL VINO DELLA CRISI
Dopo un pranzo di nozze del genere, il matrimonio non poteva che finire a porte in faccia. Tenti una riconciliazione al Relais Blu (che hai inutilmente cercato su Groupon), con tanto di camera con vista sui faraglioni di Capri. Ti costa un occhio della testa malgrado la bassa stagione che evinci dal nebbione che avvolge e oscura i faraglioni e tutto il Golfo di Napoli, unica speranza di salvare un matrimonio a pezzi, visto che il ristorante è nel suo periodo di chiusura invernale.
Il room service servirà una cena fredda ma mai come il vostro rapporto. Vi addormentate schiena contro schiena, con bel Greco di Tufo in corpo, marca Mastroberardino.




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