Il vino al tempo della post-verità

Ciao mondo, a che punto è il dibattito sui vini naturali? No, scherzavo, dai. Parliamo d’altro: la post-verità. Sai cos’è, vero? È quella cosa non esattamente vera ma verosimile, che ripetuta un bel po’ di volte, con insistenza, diventa vera e ottiene un certo numero di effetti.

Esempio recente di post-verità: nel dibattito politico sulla brexit senti dire che l’Unione Europea costa al Regno Unito 350 milioni di sterline alla settimana, quindi uscendo dall’UE quei soldi potranno restare al servizio sanitario nazionale. Allora ti convinci, voti sì alla brexit e un minuto dopo ti spiegano che non era esattamente così, e comunque “era per fare un esempio“. Ma ormai è fatta, ha vinto il sì e tanti saluti.

Il vino al tempo della post-verità come sta messo? Come tutto il resto del mondo. Può finirne vittima più o meno inconsapevole, e il fenomeno qui non è nemmeno un fatto recente. Per esempio: ti ripetono allo sfinimento che un certo stile produttivo è quello giusto, che i parametri che usi non vanno bene per valutarlo, e la cosa la ripetono i fanboy convinti, e la rilanciano anche gli addetti ai lavori – e qui forse uno potrebbe dubitare della convinzione, ma sai già che pure quello è discutibile.

Poi assaggi quel vino e pensi: ma che diavolo? Ovvero: assaggi e NON ti ritrovi in quelle descrizioni entusiaste. Sì, va bene, sappiamo anche che è tutta una questione di chiavi di lettura, ma questo dato non viene recepito mai completamente dai fanboy, che poi sono i portatori sani di post-verità.

Tra gli effetti molto indesiderabili della post-verità c’è la morte senza resurrezione del dibattito, nel senso ludico del termine. Il muro contro muro delle fazioni è la fine di ogni confronto possibile. In questa specie di incomunicabilità auto indotta per me non resta che andare avanti per la mia strada sperimentando, in modo personale, senza lasciarmi condizionare dalle sfinenti dichiarazioni roboanti in stile post-truth. Quanto tutto questo sia diventato respingente, ormai, non serve dirlo.

Immagine: Salisbury Journal




Deja un comentario